Esotropia Essenziale Infantile

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L’Esotropia Essenziale Infantile (EEI) è un disallineamento degli occhi che si presenta nei primi mesi di vita. È caratterizzata dalla deviazione di un occhio verso l’interno (strabismo convergente), associata ad una difficoltà del bambino a girare gli occhi verso l’esterno (pseudoparalisi dei muscoli retti laterali). Talvolta può essere presente una posizione anomala o viziata del capo (PAC). I genitori, in genere, si accorgono della presenza dello strabismo, perché la deviazione verso il naso è di grado elevato. La fissazione può essere alternante o prevalente a carico di un occhio. Dopo l’esordio iniziale si possono manifestare altri segni quali: iperfunzione dei muscoli piccoli obliqui, la presenza di una Deviazione Verticale Dissociata (DVD) e nistagmo. Varie ipotesi patogenetiche sono state formulate. La familiarità, la prematurità possono essere fattori predisponenti. La visita oculistica e l’esame ortottico sono importanti per l’inquadramento diagnostico ed il trattamento terapeutico.

Quali difficoltà si riscontrano nella visita di un bambino nei primi mesi di vita?
Possiamo rassicurare i genitori che l’oculista pediatra e l’ortottista hanno acquisito l’esperienza necessaria per attirare l’attenzione del bambino, rendere la visita piacevole e effettuare comunque una valutazione utile ai fini della diagnosi e della definizione della terapia. Importante il colloquio con i genitori per mettere in evidenza la necessità di esami ripetuti, la possibilità di prescrizione di occhiali e la necessità di un trattamento ortottico. I genitori sono infatti parte integrante nella esecuzione della terapia e nel monitoraggio del proprio bambino.

Qual è lo scopo della terapia?
Lo scopo della terapia è prima di tutto mantenere integra l’acuità visiva e permettere l’adeguato sviluppo della vista in presenza della deviazione, che può causare, per mancato uso corretto dell’occhio strabico, un deficit visivo anche rilevante. Tale aspetto è fondamentale in un periodo di sviluppo “plastico” particolarmente delicato della funzione visiva. Se ,infatti, un danno precoce può determinare calo della vista è altrettanto importante sottolineare come un intervento precoce e corretto permette di correggere e limitare il danno, consentendo uno sviluppo normale dell’acuità visiva. Tale obiettivo si raggiunge con una serie di esami.

Quali esami?
Valutazione dei movimenti degli occhi in tutte le direzioni di sguardo, richiamando l’attenzione del bambino con stimoli luminosi, colorati o mire di fissazione divertenti e di differenti forme.
Valutazione di come il bambino fissa, se preferisce un occhio rispetto all’altro.

Altro momento importante è l’esame della rifrazione dopo somministrazione di gocce per valutare la presenza di difetti rifrattivi e la conseguente prescrizione di lenti adeguate. Se un occhio è più forte dell’altro, e quindi può limitare l’uso dell’altro occhio, verrà prescritta l’occlusione dell’occhio più forte per permettere all’occhio pigro di lavorare e quindi migliorare la propria capacità visiva.

Come sono gli occhiali per i bambini?
Oggi la scelta è davvero ampia. Esistono varie forme e colori che rendono la montatura allegra e facile da indossare. In genere consigliamo montature di gomma nei primi mesi di vita, munite di elastico per mantenere più stabile la montatura. La gomma è infatti un materiale atossico non pericoloso se messo in bocca, resistente agli urti e alle cadute. Dai tre anni in poi è possibile utilizzare montature di plastica o celluloide. Questi materiali, infatti, permettono di avere montature leggere e sottili, ma robuste. Le cerniere devono essere flessibili. Non usare occhiali di metallo con naselli. La montatura deve essere ben centrata e adatta al viso del bambino. La curvatura anatomica della parte finale dell’astina è necessaria per adattarsi al padiglione auricolare del bambino, aiutando a mantenere inalterata la centratura frontale.
Le lenti devono essere infrangibili per garantire la sicurezza durante le attività sportive e le attività ludiche tipiche dei bambini e devono essere fotocromatiche per proteggere gli occhi dalla luce del sole. Gli occhiali devono essere portati sempre. Generalmente il bambino li accetta volentieri perché si rende conto di avere una visione migliore con definizione delle immagini e degli oggetti che lo interessano. I genitori stessi sono i primi a notare cambiamenti del comportamento in termini di attenzione e sicurezza dopo l’uso delle lenti.

In cosa consiste l’occlusione?
L’occlusione consiste nell’applicare un cerotto adesivo appositamente studiato per la pelle del bambino da applicare sull’occhio “sano” per facilitare lo sviluppo dell’occhio debole o per facilitare l’uso alterno dei due occhi. I tempi e le modalità sono definiti dall’oculista e vengono modificate in base alla progressione o al cambiamento della fissazione e dell’acuità visiva.

E l’intervento chirurgico?
Le forme d’esordio precoce necessitano generalmente di correzione chirurgica. Il tempo dell’intervento e la scelta dell’intervento sono definiti dallo specialista curante dopo il raggiungimento di un’ uguale o simile acuità visiva nei due occhi o di un’alternanza di fissazione. L’intervento chirurgico oggi eseguito nella nostra Struttura richiede un day hospital o una giornata di ricovero. L’esito dell’intervento è positivo in una percentuale elevata di casi, anche se talvolta si può rendere necessaria una seconda correzione nel tempo.

Obiettivo dell’intervento
Avvicinare e riallineare gli occhi nella posizione primaria per raggiungere una migliore collaborazione tra i due occhi. Il migliore allineamento raggiunto consente una cooperazione binoculare, che si avvicina molto alla visione binoculare normale e permette una migliore valutazione e relazione spaziale. Per fare qualche esempio, riferito anche dai genitori, i bambini dopo l’intervento migliorano anche semplici gesti della quotidianità, come afferrare il bicchiere a tavola o scendere le scale con sicurezza e disinvoltura.

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